Centro fieristico "Le Ciminiere"

Il centro fieristico di Catania, Le Ciminiere (Viale Africa, Catania) è stato da non molti anni ristrutturato e reso fruibile da parte dei concittadini. Il plesso ex- industriale era un tempo dedicato alla lavorazione e raffinazione dello zolfo, proveniente dalle cave di Caltanissetta ed Enna.

All'interno dei loro edifici sono presenti due musei:
  1. Museo della sbarco in Sicilia
  2. Museo del cinema
Inoltre è sede dei set televisivi di Antenna Sicilia, dove viene trasmessa la trasmissione "Insieme".

Anche quest'anno ha ospitato lo SMAU, expobit.
Le ristrutturazioni hanno permesso di rivalorizzare un grande impianto rimasto abbandonato già dal dopoguerra, consentendone una quasi sostenibile integrazione con il resto del territorio circostante.

La particolarità di questo plesso, dal quale ne deriva pure il nome, è caratterizzato dalle varie ciminiere presenti, oggi spente, ma che un tempo servivano come vie di fuga per i fumi prodotti dalla raffinazione dello zolfo.











(per ingrandire le immagini, cliccateci sopra)









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Cordialmente, ilcatanese.
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3 commenti:

Wolfgang ha detto...

Mi è piaciuto molto questo articolo.
"Le Ciminiere" sono per me un pezzo di arte moderna molto speciale, unico.
Mi piacerebbe sapere di più sulle idee, che si sono sviluppate durante la costruzione di questo complesso.
Grazie
Wolfgang

ilcatanese ha detto...

Ciao Wolfgang,

Il centro fieristico delle ciminiere è divenuto nel corso degli anni sempre più importante ed ha assunto un ruolo via via crescente come luogo di interesse architettonico catanese.

Probabilmente dovuto al fatto che dal suo concepimento ad oggi, la destinazione d'uso era totalmente differente.

Siamo di fronte ad un raro caso di sfruttamento sostenibile di una risorsa.
Preciso nel dire "raro" appunto perchè Catania difficilmente si è dimostrata sensibile a tali argomentazioni.

In merito alle curiosità che mi hai posto, posso dirti che le idee che hanno contribuito al cambio di destinazione d'uso del plesso, facendone come hai detto tu un pezzo importante d'arte contemporanea, riguardano a mio modesto avviso, ad un continuum della fiorente storia economica catanese che si è voluto instaurare, che con il passare degli anni però si è rivolto più verso la cultura e la rivalutazione delle risorse presenti sul territorio, aniché allo sfruttamento insensato delle stesse.
Immagina cosa sarebbe stato oggi un opificio di tale grandezza, nel pieno centro di Catania.

La mia è forse una visione ottimistica, magari, l'unico motivo per il quale è stato mantenuto integro, sono state le sole prospettive di guadagno. Per altro non dobbiamo dimenticarci che ancor prima di creare musei e luoghi di conferenze, era usato quasi esclusivamente per trasmettere Talk Show ed altri intrattenitori molto remunerativi e poco istruttivi.


Proprio vicino al centro fieristico c'è un famoso centro culturale, non so se lo conosci, questo è un altro esempio di integrazione del territorio, unire, in senso materiale stretto, luoghi d'erogazione di servizi affini, mantenendo omogenei i target di clienti potenziali.

Se ogni cosa che fosse stata edificata, sviluppata e sfruttata a Catania, avesse assunto tale conformazione, vivremmo certamente in un luogo logisticamente migliore.

Come al solito ho dato sfogo alla mia logorrea, quindi ti chiedo scusa nel caso fossi andato fuori tema.

Cordialmente, ilcatanese.

Vincenzo C. ha detto...

Mi sembra significativo che un manufatto inerente il recente passato proto-industriale di Catania, grazie ad opportuni adattamenti, ma tali da non alterare l'aspetto originario della struttura,sia stato destinato a un uso emeinentemente culturale che lo integra col resto del territorio urbano; ed è un dato tanto più notevole, in quanto trattasi di una lodevole iniziativa che prende vita proprio nel profondo sud che certo raramente si è segnalato in passato per così importanti interventi architettonici, quali appunto il recupero di una vasta area ubana caratterizzata da manufatti di interesse archeologico- industriale, che a seguito di tale opera di riqualificazione, si è segnalata per la sua vocazione allo svolgimento di grandi eventi ludici ed espositivi, ma soprattutto pel la sua attitudine ad accogliere un museo modernamente concepito sullo sbarco degli alleati nella Sicilia del 1943.