Di Catania e della sua fondazione…

Stratificazione è una delle parole chiave per definire il tessuto urbano della città di Catania.

Nello specifico, la sua antica fondazione e l’essere stata oggetto dell’avvicendarsi di popolazioni diverse, oltre all’essere stata vittima di calamità naturali di un certo spessore, ha reso la morfologia della città un mosaico ricco e strutturato su più livelli.


Le prime notizie sulla fondazione della città, ci arrivano da fonti autorevoli, e fanno risalire la costituzione della stessa alla seconda metà del VIII secolo a. C, dai calcidesi di Nasso con il nome di Katàne, passò alla giurisdizione romana nel 263 a. C. (Catana).Da lì a poco si alternarono al comando, nell’ordine: ostrogoti, bizantini, arabi e normanni, svevi ed aragonesi, tutti vogliosi di segnare profondamente il volto della città con elementi monumentali ad indelebile memento del loro passaggio.


Se pensiamo poi che tra terremoti ed eruzioni laviche (Catania è figlia dell’Etna, ma come una madre severa punisce i propri figli, anche la montagna ha segnato nel bene e nel male la propria prole ), è stata quasi rasa al suolo, possiamo capire meglio la sua struttura.


L’ultimo devastante evento, il terremoto del 1693, che aveva ferito profondamente il centro storico della città, fu motivo di un elaborato piano di ristrutturazione del nucleo storico della città ad opera dell’architetto che ha legato strettamente il suo nome al territorio catanese, G. B. Vaccarini (1702 - 1768), votando definitivamente la fisionomia di Catania al tardo – barocco.


Passeggiando per le vie del centro, infatti possiamo vedere i ruderi del passaggio greco e romano (teatri ed anfiteatri, mutilati baluardi del tempo che passa), i resti di numerosi impianti termali romani, intervallati dalle chiese ed i palazzi signorili arricchiti da motivi baroccheggianti e tutti (o quasi) firmati dal nero cinereo della pietra lavica, il tutto in un armonico caos architettonico che nel suo insieme crea un impatto singolare, e che poche altre città al mondo possono vantare.


Catania, fulgente fenice più volte rinata dalle sue ceneri, per chi non avesse ancora avuto la fortuna di visitarla è uno dei tesori della nostra cara isola, e proprio per le sue contraddizioni (divisa tra popolare e nobiltà, tra sacro e profano), resta una delle mete da non far mancare tra i viaggi di una vita, sulla falsa scia di moderni rampolli di tutta Europa che nel Grand – tour nel 700, non si facevano mancare una visita a questa splendida città.

Angela Fornari.

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1 commento:

UNITALIANO | FRANCESCO ha detto...

Oggi, 12/12/2008 , il blog UNITALIANO.myblog.it HA RICEVUTO LA COCCARDA.
FAI UN SALTINO DA ME ;-)

io ti ho messo tra i miei amici ;-)