Monastero dei benedettini di Catania - Chiesa di San Nicola La Rena


Al tramonto, quando il Sole e la calura estiva sono più clementi, decidiamo di intraprendere un viaggio tra le vie del centro di Catania alla scoperta di uno dei tesori più belli della città.

Giungiamo così in piazza Dante (tra vicoli popolari e palazzi signorili, intrecciati strettamente a definire il carattere vario e contraddittorio della città) , ed immaginate di trovarvi alle spalle una piazza relativamente ampia, a forma di emiciclo, che è segnata da tre palazzetti gemelli di colore rosso scuro, in tipico barocco catanese, che chiudono il perimetro esterno come se ci trovassimo all'interno di un anfiteatro greco, poco prima dell'inizio della rappresentazione.

Ed uno spettacolo, effettivamente si offre ai nostri occhi, spontaneo ed inatteso allo stesso tempo, del monastero benedettino più grande d'Europa (secondo solo a quello presente in Portogallo), gioiello del barocco più rappresentativo del territorio catanese.

Un imponente tempio di culto in pietra bianca sovrasta la piazza, orgoglioso e superbo, a
costante monito della presunzione di un periodo e di una classe, i monaci di Benedetto da Norcia ( fondatore dell'ordine) dimentichi della regola semplice del lavoro scandito dalla preghiera all'ombra di un principio di povertà ed umiltà, che come in una moderna Babele, ha cercato di raggiungere il cielo senza poter completare la propria opera.
(Infatti la facciata e parte della copertura superiore si
presentano incomplete, o per la mancanza di denaro come dicono alcuni, o per la paura che le fondamenta non potessero reggere il peso di cotanto progetto architettonico).

Un piazzale in marmo sorregge la struttura, che presenta un ampio portale centrale e due laterali ad anticipare la struttura interna a tre navate.

La Chiesa dell'omonimo
monastero di San Nicola l'Arena racchiude al suo interno numerosi altari secondari a scandire lungo le navate le varie cappellette dedicate, arricchite da apparati in marmo policromo importati appositamente ad approssimare l'opera.

Ma il cuore del tempio, non batte lungo le imponenti navate, ne ai piedi dell'altare riccamente decorato, ma nei suoi monili più pregiati e meno religiosi, la meridiana e l'organo.

Alla sinistra della Chiesa, adagiato sulla collina della Cipriana , uno dei punti più alti di Catania, riposa il corpo del monastero circondato da mura perimetrali in pietra lavica sovrastate da intermezzi in pietra calcarea bianca sontuosamente scolpita, che attirano l'occhio del'osservatore con un'alternanza di colori e superfici, opposti l'uno all'altro che spezzano la continuità spaziale in un gioco di forme sinuose e vivaci.

Particolare raffigurante il martirio di Sant'Agata.
(cliccaci sopra per ingrandirla)





Da quanto detto sopra avrete ben capito che si tratta di uno dei nostri luoghi preferiti....spero avrete voglia di visitarlo e di farci sapere cosa ne pensate.....

Angela.


ELENCO CHIESE DI CATANIA

Biblioteche all'interno dell'ex Monastero



Mappa dell’Ex Monastero dei Benedettini e della Chiesa di San Nicolò La Rena
Immagine mappa


Altre foto del Monastero dei Benedettini. (cliccaci sopra per ingrandirle)


























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Cordialmente, ilcatanese.

4 commenti:

Gaetano ha detto...

Ricordo che di giorno, è possibile salire gratuitamente sul tetto (c'è un camminamento apposito) della chiesa di S. Nicola.
Inutile dire che vista ci sia da lassù.

Vincenzo C. ha detto...

Trovo che sia davvero un peccato che il maggior tempio di Sicilia sia stato destinato a funzioni diverse da quelle relative al culto. L'odierna sistemazione a sacrario dei caduti di fatto, a mio parere, mortifica la nobiltà del monumento, il quale riceverebbe maggiore lustro e valorizzazione, se restituito alla originaria destinazione.

Vincenzo C. ha detto...

Splendida nella sua monumentalità la fronte della chiesa, seppure non possa non dispiacere saperla incompiuta, ma davvero meraviglioso il prospetto dell'attiguo monastero, regale nelle dimensioni e nello splendore, tanto da essere mirabilbente descritto ed elogiato da un degno figlio della patria, lo scrittore Federico De Roberto, in una pagina della sua maggiore opera.

Vincenzo C. ha detto...

Guardando il complesso monumentale di San Nicolò, come non rammentare quelle funeste ore in cui una strordinaria eruzione dell'Etna effuse una colata che raggiunse la città,devastandola in gran parte, mentre risparmiò miracolosamente il monastero, pur lambendone una parte: la posizione dell'edificio in quell'occasione fu senz'altro provvidenziale alla numerosa comunità monastica che al tempo vi abitava.